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I CONTI CHE NON TORNANO

Come si vede chiaramente dal grafico, nei primi sette mesi del 2013, l’Italia ha riscosso entrate tributarie per circa 250 miliardi di euro (su una popolazione di 60 ml. abitanti-pro capite 4.166.66 euro: vecchi e neonati compresi).
Ha surclassato la Francia di ben 100 miliardi, che si ferma a 170 miliardi di euro (su una popolazione di circa 65 milioni di abitanti - pro capite 2.615,00 euro: vecchi e neonati compresi).
La Spagna riscuote meno di 100 miliardi di euro (su una popolazione di complessiva di poco meno 50 milioni di abitanti - pro capite 1.800,00 euro: vecchi e neonati compresi). L’Italia, quindi, ha avuto maggiori entrate per 150 miliardi di euro.
Per non parlare dei paesi piccoli come Irlanda, Grecia e Portogallo.
La Germania ha riscosso 330 miliardi su una popolazione di poco meno 85 milioni di abitanti-pro capite 3.882,00 euro.
Infine la Gran Bretagna che ha chiuso i primi sette mesi del 2013 con entrate per circa 300 miliardi di euro su una popolazione di poco meno di 55 milioni di abitanti-pro capite 5.455,00 euro, ma è da ricordare che questa nazione non fa parte della zona euro!
Se analizziamo questi pochi dati e li raffrontiamo ai piagnistei quotidiani dell’italica politica, ci rendiamo conto che qualcosa non torna. L’Italia è l’unico grande Paese d’Europa ad esclusione della Gran Bretagna che ha incassato più di altri Stati ed è il primo, con il rapporto entrate/popolazione, di gran lunga superiore nei confronti degli altri europei.
Al primo posto ITALIA con 4.166,00 euro;
Al secondo posto la GERMANIA con 3.882,00 euro;
Al terzo posto la FRANCIA con 2.615,00 euro;
Al quarto posto la SPAGNA con 1800,00 euro

  • L’interrogativo che inizialmente era uno ora diventano due quesiti: Come mai l’erario italiano con queste entrate, ben superiori agli altri Paese zona euro, è sempre in miseria e ci tartassa sempre di più? 
  • Come mai i cittadini italiani nonostante paghino di tasse più di ogni altro europeo sono additati come una masnada di efferati evasori? 
Non più tardi di ieri primo ottobre 2013, le menti eccelse di chi ci governa non sapendo come riempire i buchi stratosferici, perpetrati in anni di inefficienza e di sprechi, hanno imposto l’unica cosa di cui sono specialisti e capaci: aumento  dell’iva di un punto percentuale, aumento dell’accisa sulla benzina, aumento dei bolli….
Le spiegazioni al modo dissennato di amministrare la cosa pubblica, purtroppo, sono di una semplicità disarmante: 
Siamo governati da incompetenti, che pensano solo ai loro tornaconti personali (Berlusconi da un lato e congressi di partito, un certo Renzi che scalpita e correnti varie dall’altro) fanno si che tutti, allegramente, se ne fottono del popolo bue che continuerà a pascolare e a dare sempre più latte dalle oramai svuotate mammelle;
Abbiamo una spesa pubblica che oltre ad essere incontrollata, è impazzita. Spendiamo decine e decine e decine di miliardi di euro in più rispetto alle altre nazioni per non avere gli stessi servizi! 
 Con il governicchio dei tecnici, si parlava di spendig review, ovvero una tagliata ai costi.  Eccetto qualche piccolo beneficio che la casta ha fatto finta di tagliare, non se ne parla più!
Perché invece di tassare non si eliminano le province, non si riducono le regione a solo tre macro, non si dimezzano il numero dei parlamentari, dei consiglieri comunali, regionali, circoscrizionali, non si eliminano una marea di enti inutili con tutti i loro consigli di amministrazione nati per dar posto ai trombati della politica, a vendere parte degli asset economici ai privati, vendere parte dei beni demaniali, sforbiciare il moloch della burocrazia, riformare la giustizia oramai definito malato comatoso dalla stessa commissione europea, insomma mettere in pratica tutte quelle accortezze che una qualsiasi pensionata al minimo sarebbe in grado di fare. L’Italia ha bisogno di essere governata da casalinghe che sanno far quadrare il bilancio familiare, non da tromboni che si credono statisti ma sono solo dei piccoli burocrati.
Dopo questa riduttiva disamina ci si chiede: Con quale coraggio ci vengono a parlare di evasione fiscale?
La parolina “evasione” è taumaturgica: distoglie l’attenzione del popolo dalle macro inefficienze governative e fa felice i puri, i repubblicones, i santoriani, i sinistri, tutti quelli che si riempiono la bocca di etica comportandosi di giorno, come novelli Savonarola e di notte fare i cavolacci loro!
PS i dati sono tratti dalla tabella pubblicata periodicamente dal MEF (Ministero dell’Economia e Finanze) e, quindi, non sono mie impressioni! 
Chi vuole approfondire dati e altro, questo è il link:
indi, cercare entrate tributarie internazionali.

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