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STORIA DI ORDINARIA FOLLIA 2

Lo spunto al contenuto del post di oggi è fornito da due recentissime sentenze della Suprema Corte di Cassazione.
Da troppo tempo ormai, sto sostenendo che in Italia la giustizia è un terno a lotto, sicuramente lo è in campo tributario. L'ultima dimostrazione? 
Due sentenze emesse dagli stessi giudici, per la stessa società, per gli stessi motivi, in due diversi giorni (tra l'altro ravvicinati) recano conclusioni DIAMETRALMENTE opposte (la sen. n. 20486 del 6 settembre 2013 e la sen. n. 20771 del 11 settembre 2013).

Nel breve lasso di poche ore questi magistrati si sconfessano da soli! Dovendo decidere su una questione tributaria, la prima sentenza termina nell’affermare che la società ha torto, con la seconda si accerta che ha ragione!
Per la prima sentenza dovrà pagare per la seconda no.

Se fosse vivo Kafka si trasferirebbe definitivamente in Italia per attingere a piene mani dalle cronache giornalistiche situazioni, come quella descritta, utili ai suoi trattati  che fanno riferimento al senso di smarrimento e di angoscia di fronte all'esistenza. 
In Italia avrebbe avuto materiale inesauribile! Basta cercare e avrebbe scoperto ciechi che guidano, invalidi che giocano a tennis, chirurghi che dimenticano le pinze nella pancia dello sventurato di turno, magistrati che condannano anche in presenza di prove e alibi schiaccianti….. per poi passare alla regina di tutte le angosce: la  BUROCRAZIA!

Questo moloch che pesa miliardi di euro alle tasche degli italiani è nato  solo per creare posti di lavoro. 
Alcune delle cose che gli stranieri non riescono a capire (e non solo loro). Le marche da bollo! Le trovi come il prezzemolo su ogni documento che passa per il pubblico: bisogna pagare questo balzello. Se cambi residenza devono venire i vigili per controllare se davvero si abita nel posto indicato! (non si può avere una residenza e vivere in albergo?)
Per redigere una dichiarazione dei redditi servono tre lauree, un commercialista ubriaco e sperare nella fortuna che nessuno ti controllera'.
Tralasciando la burocrazia italiana, che per descriverla non basterebbe un'opera OMNIA, si torna al tema introduttivo relativo alle due sentenze.  Alcuni amici ritenevano impossibile che la magistratura potesse decidere per uno stesso caso in modo diverso. A quest’obiezione si oppone questo esempio: un ladro se è giudicato nel tribunale di Vattela a caccia è condannato a 30 anni, mentre se è giudicato nel tribunale di Vattela a pesca è  assolto. 

La giustificazione “tecnica” è che la magistratura è indipendente per cui un organo si convince della punibilità, un altro, in altra città, dell’assoluzione.  
L’esempio si può ulteriormente estremizzare: lo stesso ladro a Vattela a pesca giudicato dalla sezione x è condannato, se invece ha la fortuna di essere giudicato da una sezione diversa è assolto. La motivazione? Sempre la stessa: l’autonomia del magistratura.
Da dove poi emerga la certezza del diritto, questo è tutto un altro discorso. Per certezza del diritto si intende che a fronte di una violazione di una norma deve seguire l'applicazione della sanzione che la norma stessa ha stabilito per la sua violazione; così è spiegato nelle aule delle università a livello teorico agli ignari studenti.

Con le sentenze di cui sopra, invece, si è addirittura arrivati a sconfessare se stessi. La motivazione? Trovatela voi perché di giuridico, credo non ci sia più nulla.

Alla luce di questi elementi, quale imprenditore estero è così pazzo da venire a investire in questo assurdo Paese sapendo dello sfascio totale in cui versa la povera e oramai piccola nazione italica?
Nessun imprenditore estero viene più a investire, le nostre aziende chiudono a migliaia, i nostri musicanti, invece, suonano, cantano e ballano a prua della nave che si sta lentamente ma inesorabilmente inabissando! W l'Italia degli italioti!

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