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IMU? E'UNA IMPOSTA INCOSTITUZIONALE?


IMU? COSI’ COME IMPOSTATA E’ INCOSTITUZIONALE?

In questi giorni si parla tanto di rivedere l’impianto normativo che ha portato alla nascita di questo ulteriore e onerosissimo balzello. Lo stesso Monti che un anno fa dichiarava pomposamente l’ineluttabilità di questa nuova imposta, oggi in piena campagna elettorale dichiara che “effettivamente” qualcosa è da rivedere.

Le attuali opposizioni politiche, cavalcando il malessere generale, a vario titolo promettono chi abolizione dell’imposta sulla prima casa (Berlusconi), chi rivedere l’impianto stesso (Bersani), chi riconosce di avere commesso errori (Passera), chi si rimangia, almeno in parte, quanto da se stesso fortemente voluto e propinatoci (Monti).

Tra i più feroci oppositori al governo Monti si distingue il prof. Tremonti che, forte della sua esperienza professionale in aggiunta a quella di essere stato ministro delle Finanze (vecchio termine ma che rende bene l'idea!), ha individuato nell'attuale formulazione della legge istitutiva dell’IMU, possibili violazioni a precetti costituzionali (artt. 3 - 47 - 53 Cost.) che, se riconosciuti tali dalla Suprema Corte  porteranno l'intera legge ad essere abrogata.

Lasciamo perdere i tecnicismi, e vediamo come si può iniziare un percorso che porti alla dichiarazione di incostituzionalità.  Lo stesso Tremonti “consiglia” di operare o tramite Caf o con le associazioni mediante una “class action”. E' possibile, in ogni caso o farsi assistere da un professionista (commercialista - avvocato) o, se l’ammontare del tributo pagato è inferiore a cinquemila euro stare in giudizio personalmente.

Vediamo la tempistica per arrivare alla sentenza.
L’azione complessiva  può essere sviluppata in quattro fasi:

1. Istanza di rimborso da presentare al Comune;
 Sicuramente gli Enti NON risponderanno e se lo faranno comunicheranno  che per loro l’imposta è dovuta. Però questa domanda è necessaria perché propedeutica a innescare il contenzioso.

2. Ricorso - alla Commissione tributaria provinciale;
Trascorsi 90 giorni dalla proposizione dell’istanza  di rimborso in caso di mancata risposta da parte del Comune, è necessario proporre ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale competente, evidenziando le ragioni di incostituzionalità dell’IMU e chiedere la remissione degli atti alla Corte Costituzionale che si dovrà pronunciare sul caso.

3. Remissione degli atti alla Corte Costituzionale;
Se i giudici tributari ritengono che le eccezioni sollevate nel ricorso siano meritevoli di essere prese in considerazione, sospendono il procedimento e rimettono il fascicolo ai supremi giudici che dovranno decidere se accogliere o meno le eccezioni di incostituzionalità mosse.

4. Finale pronuncia della stessa Corte.
 In caso di sentenza che dichiari l’incostituzionalità totale o parziale dell’IMU tutti i contribuenti, se non lo hanno già fatto, potranno chiedere e ottenere il rimborso di quanto indebitamente pagato.

Che dire? La via meno costosa e la più “redditizia” è quella della class action perché con un singolo “ricorso” si discutono decine di migliaia di casi analoghi. E’ quindi auspicabile che le varie associazioni dei consumatori, inizino a prendere in seria considerazione l’avvio di questa procedura dandone risalto sui mezzi di comunicazione.  

Ai contribuenti, invece, non resta che correre in massa a firmare affinché il malumore, che attanaglia l'esausta Italia, salga il più in alto possibile.
8 gennaio 2013

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